L'Asia spera nella politica di allentamenti, mentre lo yuan scivola giù

Il venerdì le azioni asiatiche sono state leggermente più alte, basandosi sulle aspettative. Le banche centrali del mondo presto intraprenderanno un ciclo di allentamenti di fronte alle frizioni commerciali internazionali ed ai timori di una decaduta mondiale.

Queste preoccupazioni hanno spuntato un po' dell'ottimismo, per agevolazione con la liquidità durante il trading asiatico, poiché i mercati della Cina e di Hong Kong sono stati chiusi per un giorno festivo.

Il Nikkei giapponese ha chiuso con lo 0,5% in più, l'indice di benchmark di Australia è aumentato dello 0,8% e il Kospi della Corea del Sud è salito dello 0,4%.

Nelle prime negoziazioni europee, i futures di Euro Stoxx 50 sono aumentati dello 0,3%, mentre i futuresi di DAX tedesco sono aumentati di 0,4 ed i futures del FTSE hanno guadagnato lo 0,2%.

I futures di E-Minis per S&P500 erano in aumento dello 0,2%, indicando un'apertura positiva per i mercati statunitensi.

I mercati finanziari stanno valutando una probabilità del 67% di un taglio da parte della Federal Reserve USA nella riunione del 31 luglio, mentre il prossimo mese vi è una probabilità del 60% circa di un secondo allentamento da parte della Nuova Zelanda e delle banche centrali australiane.

In Cina, il capo della banca centrale Yi Gang ha detto che c'è molto spazio per l'allentamento della politica fiscale e monetaria, se la lunga guerra commerciale con gli Stati Uniti peggiorerà. Yi ha segnalato che lo yuan potrebbe diminuire sotto i sette se le relazioni commerciali tra Cina e Stati Uniti diventassero ancora più aspre.

Queste osservazioni hanno fatto salire il dollaro dello 0,2% nell'indebolito mercato asiatico a 6,9429.

Con l'aumento delle aspettative per l'abbassamento dei tassi da parte della Fed, l'indice del dollaro, che paragona il biglietto verde rispetto al paniere delle principali valute, si è aleggerito dello 0,7% questa settimana. Rimaneva piatto a 97.054.

Le previsioni di mercato prevedono che i posti di lavoro raggiungano solidi 185.000 a maggio e la disoccupazione rimanga ad un basso di 3,6%.